Come installare e configurare il Raspberry Pi: il setup

Allora, hai un Raspberry Pi (dicesi “Pi”) e vuoi iniziare a renderlo funzionante, ma non sai bene come fare? Se sì, allora questo tutorial è per te. Qui, in questo howto, impariamo a installare il sistema operativo Raspbian e l’avvio di un ambiente desktop.

Introduzione

Raspberry Pi è un computer nel formato di una carta di credito disponibile in diversi modelli con differenti velocità di elaborazione a partire da 700 MHz. Se si dispone di un modello B o modello B +, o la versione molto più vecchia, il processo di installazione rimane lo stesso. Le persone che hanno controllato il sito ufficiale Raspberry Pi, potrebbero aver visto le raccomandazioni del Sistema Operativo “NOOBS” o “NOOBS LITE” (dicesi “OS”) per i principianti. Ma il Pi è molto semplice e qualsiasi principiante, potrà diventare professionista in poco tempo. Quindi, è meglio andare con il più potente ed  efficiente sistema operativo, il Raspbian. Il motivo principale per cui Raspbian è estremamente popolare è che ha migliaia di documentazioni costruite per eseguire molte attività e ottimizzare il sistema operativo. Ciò costituisce un enorme vantaggio rispetto altre distrubuzioni.

1 Download Raspbian e scrivere l’Immagine

Scarica l’ultima versione di Raspbian da qui. Potete scaricarlo direttamente o tramite i torrent.

Vi sarà necessario uno scrittore di immagini per “masterizzare” il sistema operativo direttamente nella scheda SD (micro SD card nel caso del modello Raspberry Pi B +). Quindi, scaricate il “disco imager win32” da qui.

2 Scrivere l’immagine

Inserire la scheda SD nel computer portatile / PC ed eseguire lo “scrittore” di immagini. Una volta aperto, individuare e selezionare il file immagine scaricato di Raspbian. Selezionare il dispositivo corretto, che è l’unità che rappresenta la scheda SD. Se l’unità (o dispositivo) selezionato è diverso dalla scheda SD quell’altra unità selezionata verrà danneggiata. Quindi state attenti.

Dopo di che, fare clic sul pulsante “Write” nella parte inferiore. A titolo di esempio, vedere l’immagine qui sotto, dove l’unità scheda SD (o micro SD) è rappresentata dalla lettera “G: \”

Una volta che la scrittura è completata, espellere la scheda SD e inserirla nel Raspberry Pi e accenderlo. Dovrebbe iniziare l’avvio.

3 Impostazione del Pi

Si ricorda che, dopo l’avvio del Pi, ci possono essere situazioni in cui si chiederà le credenziali dell’utente, come il “nome utente” e la password. Raspberry Pi è dotato di un nome utente e una password di default e per ricordarle e utilizzarle ogni volta che ve le si richiede. Le credenziali sono:

login: PI
Password: raspberry

Quando il Pi è stato avviato per la prima volta, dovrebbe apparire una schermata di configurazione chiamata “Opzioni di installazione” e sarà simile l’immagine qui sotto.

Se hai dimenticato qualcosa nella schermata “Opzioni di installazione”, non è un problema, si può sempre rientrare digitando il seguente comando nel terminale:

sudo Raspi-config

Una volta che si esegue questo comando “Opzioni di configurazione” nello schermo verrà mostrato come nell’immagine qui sopra.

Ora che la finestra Opzioni di installazione è attiva, dovremo impostare un paio di cose. Dopo aver completato tutti i passaggi di seguito, se si chiede di riavviare il Pi, si prega di farlo. Dopo il riavvio, se non si ottiene la schermata “Opzioni di installazione”, puoi eseguire il comando di cui sopra per continuare con la configurazione.

La prima cosa da fare:

selezionare la prima opzione nella lista della finestra di opzioni di configurazione, che è l’opzione “Espandi Filesystem” e premere il tasto Invio. Facciamo questo per sfruttare tutto lo spazio presente sulla scheda SD come partizione completa. Tutto questo sarà lo spazio sulla scheda SD utilizzabile dal sistema operativo, che può poi essere utilizzato come memoria di archiviazione per il Pi.

La seconda cosa da fare:

selezionare la terza opzione nella lista della finestra di opzioni di configurazione, che è l’opzione “Enable Boot To Desktop / Scratch” e premere il tasto Invio. Essa vi porterà ad un’altra finestra chiamata “scegliere l’opzione di avvio” che appare come l’immagine qui sotto.

Nella finestra di  “scelta delle opzioni di avvio”, selezionare la seconda opzione, cioè, “Desktop login … at the graphical desktop” e premere il pulsante di invio. Una volta fatto si tornerà indietro alla pagina “Opzioni di installazione”. Questa opzione ci farà apparire una schermata di login molto familiare perchè grafica e consueta come in tutte le distribuzioni Linux, se invece non viene impostata vedremo la classica schermata di login in via testuale senza nessuna GUI.

Una volta fatti entrambi i passaggi, selezionare il pulsante “Fine” in fondo alla pagina e si dovrebbe riavviare automaticamente il nostro Raspberry. Se non lo fa, utilizzare il seguente comando nel terminale per riavviare:

sudo reboot

4 Aggiornamento del firmware

Dopo il riavvio dal passaggio precedente, se tutto è andato bene, vi ritroverete sul desktop molto simile all’immagine qui sotto.

Una volta che siete sul desktop, aprire un terminale e digitare il seguente comando per aggiornare il firmware del Pi:

sudo rpi-update

L’aggiornamento del firmware è necessario perchè alcuni modelli del Pi potrebbero non avere tutte le dipendenze necessarie per eseguire le applicazioni senza problemi o può avere qualche bug. L’ultima versione del firmware può avere la correzione di questi bug, in ogni caso è sempre importante eseguire l’aggiornamento periodicamente.

5 Conclusione

Così, abbiamo imparato tutti i passi per avere un Raspberry Pi attivo e funzionante. Questo metodo funziona su tutti i diversi modelli di Raspberry Pi (modello A, B, B + e anche R Pi 2) infatti Raspbain è stato concepito per essere supportato su tutti i modelli. Tuttavia, durante l’installazione di altro software o librerie, la procedura potrebbe cambiare un po’ a seconda del modello di Pi o alla versione di Raspbian stessa. Il concetto di Raspberry è quello di continuare a provare con tentativi fino ad ottenere il risultato che si desidera. Questo potrebbe coinvolgere un sacco di tentativi ed errori, ma passarci tutto il tempo ne varrà la pena. L’effettivo utilizzo non finisce qui. Questo è solo l’inizio. Spetta a voi andare avanti per costruire qualcosa di incredibile con questo potente e piccolissimo computer.

6 Link Utili

 

 

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