ThisCrush e il web dell’odio, ragazzi in pericolo

Il cyberbullismo è ormai oggi argomento molto scottante e amplificato. Sentiamo parlare quotidianamente di giovani minorenni vittime e altri fautori di questa pratica sempre più di moda nella realtà della nostra vita 2.0. Fino a qualche anno fa erano le piazze e i marciapiedi sotto casa i luoghi di interesse per le pratiche di bullismo e di delinquenza in genere, oggi anche questo “mestiere” si è evoluto e le piazze 2.0 diventano i social network. Ce ne sono tantissimi, ma oggi voglio focalizzare la tua attenzione su un ultimo nato del settore il nuovissimo ThisCrush. Sotto le caratteristiche di Ask (all’incirca, sono molto simili), nasce ThisCrush, nel quale è possibile collegare il proprio account Instagram e gli utenti (anche anonimi), possono inserire commenti e messaggi tipo una sorta di GuestBook. Ognuno può inserire il proprio messaggio o ciò che pensa della persona oggetto della CrushPage.

Ma perchè questa attenzione su ThisCrush che ha appena pochi mesi di vita?

Perchè, seppur così giovane, il social all’ultima moda degli adolescenti, è già stato segnalato come strumento pericoloso che veicola l’odio tra i giovani. L’indagine è partita dall’Osservatorio regionale cybercrime ed è rivolto a chiunque abbia a che fare con Internet ma per lo più ai giovani minorenni, spesso in balia di questi eventi spiacevoli.

Luca Pisano, psicologo e psicoterapeuta, consulente per i tribunali di Roma, Cagliari e Tivoli e supervisore dell’Osservatorio, spiega come abbiano portato avanti questa inchiesta, tramite l’aiuto efficace di un campione di genitori cagliaritani rilevando minacce e comportamenti a rischio dei più giovani su internet.

Quello che si è scoperto, seguendo su Instagram un campione di ragazzi e ragazze è che 8 ragazze su 10 tra i 12 e i 16 anni, della provincia di Cagliari hanno collegato il proprio account Instagram a ThisCrush e cliccando all’interno della propria CrushPage, si leggono insulti e volgarità a sfondo sessuale come queste:

“Sei ridicola, hai 12 anni e ti comporti da troia”,”hai il culo e le tette grandi e sei anche bassa?”, “lavori in viale trieste puttana”, “Sei così piccola e carina, datti al porno”, “Che bel culo che hai”, “ma non ti vedi allo specchio quanto cazzo sei troia”, “ti consiglierei di fare dieta perché le cosce tra poco ti scoppiano e non ti starà più la taglia xxl”, “io e un amico vogliamo fare un’orgia con te”, “Fai schifo puttana”, “mi faccio i filmini porno pensando a te”, “tu e la tua amica vi scambiate i perizomi”.

Da qui l’allarme degli esperti e l’invito ai genitori perché controllino l’attività on line dei figli: “Parlare coi ragazzi e spiegare i pericoli della rete non basta per educarli a un uso consapevole: noi consigliamo di controllare l’attività digitale dei ragazzi. Il suggerimento è quello di iscriversi nei social network e verificare se i ragazzi vengono insultati o minacciati”.

Il perchè un ragazzo o una ragazza si possa sentire spinto volontariamente a far parte di questa gogna mediatica, sapendo che all’interno riceverà per la maggior parte insulti è ancora oggetto di studio, l’esperto dott. Pisano ipotizza si possa trattare di una sorta di masochismo virtuale, una forma di autolesionismo che provoca, con i dovuti disturbi, del piacere inconscio.

Ovviamente il problema non è lo strumento in se che, tra le note di utilizzo e le varie avvertenze fa chiarezza con il divieto di utilizzo da parte di utenti non maggiorenni e che ogni contenuto di natura pericoloso diffamante e che veicoli odio è severamente vietato.

Come le nostre mamme e i nostri papà ci controllavano dal balcone mentre giocavamo nelle piazze del quartiere, oggigiorno questi controlli dovranno essere i medesimi, solo che le piazze saranno quelle virtuali, le piazze 2.0.

 

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