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Rinominare files senza scrivere due volte il nome completo in Linux

Questa breve guida spiega come rinominare i file senza digitare due volte il nome completo nei sistemi operativi Linux. Come già sappiamo, utilizziamo il comando mv per rinominare i file in Linux. Per rinominare un file, il comando sarebbe:

$ mv <old_file_name> <new_file_name>

Lascia che ti mostri un esempio.

$ touch spcnet1.txt
$ mv spcnet1.txt spcnet2.txt

Ecco come rinominiamo i file usando il comando mv in Linux. Il comando sopra rinominerà il file "spcnet1.txt" in "spcnet2.txt". Come vedi, digitiamo i nomi dei file due volte nel comando sopra. Tuttavia, non è necessario. Possiamo facilmente rinominare i file in Linux usando il comando mv senza dover digitare due volte i nomi dei file, con l'aiuto di una semplice funzione BASH.

Come rinominare i file senza digitare due volte il nome completo in Linux

Modifica il tuo file ~/.bashrc con l'editor che preferisci:

$ nano ~/.bashrc

Aggiungi le seguenti linee di codice alla fine:

# Codice Bash per rinominare i file senza digitare due volte il nome completo
function mv() {
  if [ "$#" -ne 1 ] || [ ! -e "$1" ]; then
    command mv "$@"
    return
  fi

  read -ei "$1" newfilename
  command mv -v -- "$1" "$newfilename"
}

Qui, il nome della funzione bash è mv. Puoi scegliere qualsiasi altro nome di tuo gradimento. Salva e chiudi il file. E quindi eseguire il comando seguente per rendere effettive le modifiche:

$ source ~/.bashrc

D'ora in poi, puoi solo specificare il nome del file originale e rinominare il file come specificato di seguito.

Eseguendo il comando mv su un file da rinominare:

$ mv spcnet1.txt

il cursore lampeggerà di fianco al nome del file scelto: utilizzare i tasti freccia per spostarsi a fondo nelle lettere o premere il tasto Backspace per rimuovere tutte le lettere e digitare un nuovo nome per il file. Non solo il nome del file, puoi anche rinominare l'estensione del file. Questo è esattamente come premere il tasto F2 e rinominare il file nella GUI.

Altri metodi per rinominare file senza riscrivere due volte lo stesso nome

Esistono anche altri modi per rinominare un file senza dover digitare due volte il nome completo.

Oltre al metodo della funzione BASH, ecco un altro modo semplice per rinominare i file con il comando mv. Non abbiamo nemmeno bisogno di una funzione BASH. Utilizzare il seguente comando one-liner per rinominare rapidamente il file:

$ mv spcnet{1,2}.txt

Il comando precedente copia il file denominato spcnet1.txt in spcnet2.txt.

Conclusioni

Piccoli suggerimenti che, ogni tanto, possono risultare utili se si usano spesso certe funzionalità del nostro amato sistema GNU/Linux.

Questo articolo è stato ispirato dal Git Gist depositario della funzione mv descritta sopra: Source.

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Arriva il Linux Day anche a Cagliari

Anche quest’anno il GULCh, in collaborazione con la Facoltà di Scienze dell’Università di Cagliari, ha organizzato a Cagliari il Linux Day!

Quest’anno la manifestazione si svolgerà il

28 Ottobre 2017

presso il

Palazzo delle Scienze della Facoltà di Scienze MM. FF. NN.
Via Ospedale, 72

Il Linux Day è una manifestazione nazionale articolata in eventi locali che ha lo scopo di promuovere Linux e il software libero. Il Linux Day è promosso da ILS (Italian Linux Society) e organizzato localmente dai LUG italiani e dagli altri gruppi che condividono le finalità della manifestazione.

La responsabilità dei singoli eventi locali è lasciata ai rispettivi gruppi organizzatori, che hanno libertà di scelta per quanto riguarda i dettagli delle iniziative locali, nel rispetto delle linee guida generali della manifestazione. La prima edizione del Linux Day si è tenuta il 1 dicembre 2001 in circa quaranta città sparse su tutto il territorio nazionale. Il numero è notevolmente cresciuto negli anni divenendo ormai un appuntamento immancabile nel panorama del software libero italiano.

Il Programma di questa edizione è articolato su 3 tracce specifiche di conoscenza di Linux, Laboratori didattici e un’Area Demo visitabile da chiunque durante tutta la durata dell’evento.

In qualsiasi città vi troviate cercate il LUG più vicino a voi e non perdetevi questa giornata a carattere nazionale dedicata al sistema operativo del pinguino!

Io farò il live blogging insieme agli altri partecipanti con l’hashtag nazionale #LD17 anche su Twitter, seguiteci durante tutta la giornata dalle 9.00 alle 19.00

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Acquistare notebook con GNU/Linux

tablet-comparison-635Molti mi chiedono se in commercio esistano modi per reperire computer (Notebook e non), che non vincolino chi li compra ad acquistare contestualmente la licenza Microsoft per il classico Windows 10, che ormai troviamo sempre già installato.

Se anche tu oggi stai pensando di voler acquistare un notebook nuovo e non vuoi dipendere automaticamente da Windows, senza potere di scelta, proverò in questo articolo a darti una risposta!

Se è giusto esser liberi di scegliere quale Notebook ci occorre in un mare di marche, modelli e prodotti differenti, perché non dovremo esser liberi di scegliere che sistema operativo utilizzare? Perché ci fanno credere che diamo per scontato che vogliamo Windows 10?

Quando ci rechiamo in qualsiasi negozio di informatica, o centro commerciale pieno di negozi tecnologici, non vedremo mai nulla di diverso dai classici portatili ultimo modello con Windows preinstallato oppure (in appositi angoli e store ad-hoc) i Mac book con Apple OS X.

Sembra quasi che non esista alternativa a tutto questo commercio obbligato, fortunatamente non è proprio così. Oggi Internet cambia tutte le nostre abitudini e anche una spesa simile non può non essere condizionata dal web. Grazie a negozi infiniti come Amazon infatti è possibile entrare in contatto con realtà che ancora non vediamo spesso nei negozi e se ci interessa il sistema GNU/Linux o comunque non ci interessa Windows 10, possiamo trovare quasi tutti i modelli dei nostri notebook da volantino, con GNU/Linux preinstallato oppure senza sistema operativo, così che, i soldi che stiamo spendendo vengono spesi interamente per le parti hardware che stiamo acquistando e non per comprare implicitamente una licenza che di fatto non ci interessa o non vogliamo.

In questo articolo ti presento alcuni casi di questo genere facendo due esempi di case produttrici che commercializzano i loro prodotti anche senza Windows 10 preinstallato e noterai che con una semplice ricerca questi costruttori non sono poi così rari o insoliti.

Oggi ti metto a confronto due notebook dello stesso segmento con un livello di caratteristiche che io chiamo “da volantino“, una media che si adatta più o meno a tutti gli usi casalinghi del momento: Lenovo e Acer.

Lo shopping di oggi:

  1. Lenovo B50-30 Notebook, Processore Intel Celeron N2840, Display da 15.6 Pollici, Hard Disk 500 GB
  2. Acer Extensa EX2519-C2K0 Portatile, Linux, Display da 15.6″, Processore Intel Celeron N3050, RAM 4GB, HDD da 500GB, Scheda Grafica Intel HD Graphics, Nero
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Nuovo video corso: impariamo Linux!

Sul canale Youtube di Spcnet.it, è partita una nuova serie di lezioni improntate su Linux, con l’obbiettivo di introdurre l’utente a questo sistema operativo, ormai sempre più indispensabile, abbiamo iniziato con le prime due lezione focalizzate sui comandi testuali con i quali si può interagire con Linux. Si introducono i primi comandi fondamentali che dobbiamo imparare se vogliamo conoscere il cuore di questo sistema operativo, ma seguiranno tanti altri temi come l’installazione (quindi consigli utili per chi ancora non ha installato Linux), sicurezza in Internet, e anche confronto tra vari applicativi utilizzabili su Linux, pronti da installare.

Vedremo anche argomenti più dettagliati come il filesystem e come si gestiscono i file su Linux, infine impareremo a creare piccoli eseguibili bash per risolvere piccoli problemi.

Quindi le lezioni saranno tra le più disparate e toccheranno un po’ tutti gli argomenti che interessano la vita Open Source. Inoltre, nei limiti del possibile, ho scelto di non utilizzare la registrazione video dello schermo come immagine del video, ma di creare un contatto umano, semplicemente scrivendo su una lavagnetta, come fosse una lezione scolastica di altri tempi, questo dettagli è voluto e serve per stimolare in chi segue il video, la voglia di provare ciò che si affronta a lezione, direttamente in prima persona, senza vederne gli effetti in diretta sul video, ma lasciandovi la curiosità di capire voi stessi, cosa un certo comando produce.

Se vi interessa imparare un lato ancora poco conosciuto dell’informatica, non esitate a iscrivervi al Canale e automaticamente verrete notificati non appena viene caricato un nuovo video.

Ecco un esempio: la seconda lezione del corso.

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Home music – Airplay con Linux, come installare Volumio

Picture of Raspberry Pi: Airplay RecieverAbbiamo affrontato recentemente l’argomento della Home Music e di come gestirla con un server musicale Linux, dandovi qualche consiglio sulle scelte tecniche che potrete incontrare nella configurazione di questo genere di hardware. In questo secondo appuntamento sulla stessa materia intendo entrare più nello specifico per vedere dal punto di vista pratico, cosa significa voler implementare una di quelle configurazioni citate. Oggi infatti voglio farvi vedere come installare Volumio (io ho scelto personalmente il Raspberry PI, in quanto prodotto molto versatile ed estremamente economico) per creare molto facilmente il nostro apparecchio musicale da salotto, ma funzionale come un ricevitore AirPlay!

Di cosa abbiamo bisogno

  • Raspberry Pi (con Ethernet)
  • Cavo Ethernet e un Router (per Internet)
  • SD Card (Min. 4GB)
  • Cavo audio jack to jack
  • Computer con Win32 Disk Imager installato
  • Delle casse o uno stereo
  • Una connessione Internet

Ok, siamo pronti? Sembrano molti punti i materiali da procurare, ma di fatto sono cose molto semplici da reperire, o  che addirittura abbiamo già in casa, per quanto riguarda il RaspBerry PI, consiglio l’acquisto su internet dai canali ufficiali e per questa configurazione è indifferente il modello A oppure B.

Installare Volumio

Picture of Install VolumioIMG_20140809_162107.jpg

Inserisci la tua SD Card nel computer o nel card reader, poi vai su questo sito ufficiale, e scarica Volumio per Raspberry Pi.

Picture of Install VolumioIMG_20140809_162307.jpgIMG_20140809_162753.jpgIMG_20140809_162816.jpg

Una volta scaricata l’immagine di Volumio, estrai lo zip e apri Win32 Disk Imager o un programma simile. Seleziona la l’SD Card e clicca “Write”. Completata l’operazione di scrittura, rimuovi l’SD e inseriscila all’interno del RaspBerry PI.

Conclusione

Picture of Finishing

Connetti il cavo Ethernet alla porta del Raspberry PI e nel router. Connetti il cavo audio alle casse o al tuo stereo/impianto HI-Fi, poi collega il Raspberry PI alla corrente e attendi 2 minuti circa. Ora prova a far partire streaming audio dal RaspberryPI, ma ricorda di selezionare “Volumio” nella lista dei dispositivi AirPlay del tuo apparecchio.

Per modificare le impostazioni è sufficiente collegarsi a volumio.local nel browser del RaspberryPI. E…

Buona Musica!

 

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Musica di casa, come configurare un server musicale Linux

In questo articolo, ho intenzione di concentrarmi su tutto ciò che comprende l’hardware, il software e la configurazione che occorre per impostare un server musicale basato su Linux come parte integrante del sistema di musica di casa. In particolare, uno sguardo a Raspberry Pi, Cubox-i, e Fit-PC come opzioni per ospitare il sistema musicale per una casa digitale.

Console stereo vs. impianto separato per la musica di casa

In primo luogo, parliamo di ciò che è un sistema musicale per la casa. Negli anni ’50 e ’60, un impianto stereo di casa era un bel pezzo di arredamento che ogni tanto si usava per riprodurre la musica. Questi mobili solitamente includevano un giradischi, per dischi 33⅓ RPM long-playing (LP), dischi da 45 giri RPM e forse anche il buon vecchio 78 giri. Di solito era incluso un sintonizzatore AM / FM. Naturalmente c’era l’amplificatore, che amplifica i segnali del sintonizzatore e del giradischi. Questi cosiddetti “mobili stereo” per lo più passati di moda negli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, se non ricordo male, vennero in gran parte sostituiti dagli impianti separati, cioè, un giradischi separato, un ricevitore / amplificatore e altoparlanti separato; nonché (talvolta) un dispositivo a nastro di vari formati.

Gli impianti esistono ancora oggi, in gran parte in relazione ai sistemi home theater e nelle case in cui lo spazio dedicato alla musica è abbondante. Mi permetto di dire che il concetto di stereo console è rinato nello stereo all-in-one, o anche in quegli apparecchi portatili di riproduzione musicale. Questo è il tipo di dispositivo oggigiorno, che dispone di una porta docking per lo smart phone (che contiene tutta la musica).

Trovare il dispositivo audio giusto

Per le persone che hanno già un laptop Linux con la loro musica all’interno, e soprattutto per le persone che hanno una piccola stanza, una bella opzione di ascolto per ottenere un suono decente è un set di altoparlanti amplificati. Come suggerisce il nome, questi sono di solito diffusori compatti che contengono il circuito amplificatore necessario per convertire i segnali di basso livello che escono dal built-in del computer o della scheda audio esterna nella potenza necessaria per essere riprodotti agli altoparlanti. Alcuni di questi diffusori contengono anche un convertitore digitale-analogico, in modo da poter essere collegato alla porta USB o un’altra uscita digitale (S / PDIF o TOSLINK per esempio) da un computer portatile o desktop. Uno dei prodotti che mi sembra offrire una buona qualità a un prezzo ragionevole è Audioengine; un altro è Emotiva; e ce ne sono molti altri in commercio. Le persone che desiderano utilizzare la loro uscita analogica del loro computer portatile o che hanno acquistato un convertitore analogico-digitale a parte non hanno bisogno di altoparlanti alimentati con un convertitore analogico-digitale integrato.

Un’altra possibilità per quelli con sistemi home theater che utilizzano HDMI e Linux su computer portatili o desktop che supporta HDMI out, è quello di collegare il computer a una porta HDMI vuota sul ricevitore home theater; o, l’uscita digitale (S / PDIF o TOSLINK) del computer (ammesso che ci sia) e l’ingresso digitale del ricevitore (di nuovo, ammesso che ci sia un ingresso di corrispondenza).

La scelta di un server

Ho intenzione di concentrare l’attenzione su una configurazione specifica che funziona bene, un lettore musicale indipendente basato su Linux, collegato ad un convertitore digitale-analogico separato, che è a sua volta collegato agli ingressi analogici dello stereo di casa.

Oggi, molte aziende vendono piccoli computer fanless orientati ad un uso multimediale per la casa. Un numero consistente di quelli può facilmente essere configurato con una distribuzione multimediale Linux come Kodi. Questa potrebbe essere una buona combinazione per le persone interessate a guardare video e ascoltare musica, ma io sono molto interessato a un lettore musicale standalone. Quello che vedo in quello spazio che intriga davvero me sono i computer come il Raspberry Pi configurato con un proprio convertitore digitale-analogico, come la HiFiBerry +, il fit-PC Mintbox e Mintbox Mini, e la famiglia dei SolidRun Cubox-i. Ci sono un sacco di altre alternative per la vendita dai vari rivenditori online.

Ognuna di queste unità ha i suoi pro e contro, quindi cerchiamo prima di colmare questi dubbi.

Raspberry Pi

Il Raspberry Pi e HiFiBerry + sono abbastanza poco costosi e forniscono una serie di uscite stereo analogiche che si inseriscono direttamente nello stereo di casa (ad esempio, un “aux” o ingressi “CD”). Tuttavia, per ottenere i file musicali sul Pi ci vuole un disco rigido USB o una connessione di rete (con file condivisi in rete), e l’interfaccia USB del Pi ha la reputazione di essere sottodimensionata. Inoltre, per gli utenti che preferiscono un convertitore USB-based esterno digitale-analogico sul Pi, il HiFiBerry + o simili, avendo sia hard disk e DAC collegato può essere un po’ di sovraccarico, anche se non lo posso dire per esperienza personale. Vorrei aggiungere che un sacco di persone usano questa configurazione, quindi comunque la consideriamo!

CUBOX-i

Il Cubox-i fornisce una porta eSATA, che lascia la USB libera per altre cose (come un DAC). Non ha un “convertitore digitale-analogico integrato”. Il suo Ethernet è Gigabit, la velocità arriva intorno ai 400MB. E’ difficile ottenere il funzionamento wireless built-in, e ho letto alcuni commenti negativi sull’idoneità della sua produzione TOSLINK per i file ad alta risoluzione. Inoltre il loro prezzo è ragionevole.

Fit-PC

Il fit-PC è incantevole; hardware di alta qualità. Di conseguenza, costa un po’ di più. In pratica fit-PC è in realtà un “vero computer” con un processore i5, un sacco di espandibilità della memoria, un sacco di opzioni di connettività, e così via; in modo che possa essere configurato sia come un computer desktop o come un server musicale. Non che il Mintbox Mini sia squallido a tutti! Una delle cose più interessanti è che il 5% dell’acquisto di un Mintbox va alla brava gente di Linux Mint.

La scelta del giusto software

Che dire del software? Ho iniziato la mia “odissea del server musicale home-made” davvero con la mia prima Cubox-i4 in esecuzione con Voyage MuBox, una distribuzione basata su Debian orientata a piccoli computer e appliance-style in generale. Si tratta essenzialmente di una configurazione di server molto ridotta con mpd installato. Ho usato questa configurazione con la connessione USB sul mio convertitore digitale-analogico Schiit Bifrost, a sua volta collegato al nostro stereo di casa. I file musicali sono conservati su un disco da 2 TB per desktop LaCie eSATA. Da allora ho cambiato da Voyage MuBox a Volumio, un’altra distro adatta per la musica basata su Debian, in quanto ha una interfaccia web molto bella costruita in PHP per gestire le funzioni mpd. Questa interfaccia web rende più facile per i membri della famiglia accedere ai player senza bisogno di un client installato sul loro computer o smartphone; semplicemente utilizzando il proprio browser.

Ora ho due di queste in funzione, anche se la seconda utilizza un convertitore digitale-analogico AudioQuest DragonFly di ricambio che fornisce un controllo del volume analogico tramite software, ed è collegato ad un vecchio amplificatore e altoparlanti che erano parcheggiati in garage per raccogliere polvere.

linux server musica di casa

Un grande server musicale basato su Linux. Foto di Dario Fadda. CC BY-SA 4.0.

Il Cubox-i4 collegato al Bifrost è un lettore musicale. Io lo controllo dal mio telefono Android, sia utilizzando MPDroid o l’interfaccia web fornita da Volumio. Ho avuto molte ore di piacevole ascolto di musica attraverso questa configurazione. Emette musica digitale fino a 192kHz / 24bit circa per Ogg Vorbis a 128 kbps e “radio Internet”. Il mio unico consiglio per quanto riguarda la sperimentazione è quello di assicurarsi la possibilità di restituirli al negozio se non fossero compatibili con la configurazione di Linux.

Il Cubox-i4 collegato a FreeBSD non è così semplice. In particolare, il DragonFly non è completamente compatibile con il kernel 3.14.14 fornito con Volumio. Ciò si manifesta in un suono occasionale strano tipo “tick”. Per via di questo problema non posso consigliare questa configurazione come buona. Cio che devo fare adesso è cercare un altro convertitore digitale-analogico per vedere se questo cambio elimina il problema.

Spesso inoltre è possibile trovare attrezzature di seconda mano come convertitori digitali audio a ottimi prezzi; non solo tra i numerosi venditori online, ma su siti specializzati come Audiogon.

Ricapitoliamo

I principali “stereo di casa” possono avere un server musicale ad esso collegato. Tale server musicale è un piccolo computer fanless che esegue la distribuzione Volumio Linux, con i suoi file musicali memorizzati su un disco rigido collegato da eSata, collegati alla rete domestica via Ethernet e allo stereo tramite un convertitore digitale-analogico. Tutti i nostri CD vengono convertiti in FLAC a piena risoluzione di CD e memorizzati sul disco rigido. Ho anche acquistato un certo numero di download di musica, in genere a una risoluzione piena di CD o superiore, quando disponibili; quelli sono memorizzati sullo stesso disco rigido. Certo, ho più copie dei file musicali su altri dischi rigidi (per motivi di sicurezza).

Per concludere con qualche ulteriore lettura: due interessanti articoli online che ho incontrato nel corso delle ultime settimane che mi sento obbligato a condividere: la guida High-Res audio e questo curioso documento che parla di percezioni fisiche del suono ad alta frequenza (entrambi buoni e cattivi).

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Il nostro software al Linux Day 2015

Come vi avevamo già annunciato con largo anticipo quest’anno anche MercUsa ha partecipato attivamente alla giornata italiana per il Software Libero. Il Linux Day 2015 per noi si è svolto a Cagliari, organizzato dal Gulch (Gruppo Utenti Linux di Cagliari) e ha visto la presentazione del nostro software come progetto open source.

Abbiamo infatti descritto sinteticamente in circa 15 minuti, con un talk divulgativo, le caratteristiche principali di questo software:

  • come funziona MercUsa dal punto di vista tecnico;
  • come è diventato (nel giro di un anno) un progetto open source;
  • analizziamo come una realtà open source può generare un business;
  • arriviamo infine agli spunti su sviluppi futuri.

Abbiamo anche realizzato un video dell’intero intervento fatto al Linux Day, che vi proponiamo in questo post.

Chiunque fosse interessato a vari aspetti del software non esitate a contattarci.

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Linux Day 2015 a Cagliari

12091371_1037482889626042_5158423579753546356_oE’ stato pubblicato il programma definitivo del Linux Day che anche quest’anno per la quattordicesima edizione arriva a Cagliari.

Gli interventi spazieranno su molti ambiti e daranno molti spunti di riflessione ovviamente, come sempre, con un unico comun denominatore che è il software libero e le libertà digitali in generale.

Sabato 24 ottobre torna la principale manifestazione italiana dedicata a GNU/Linux, al software libero, alla cultura aperta ed alla condivisione: decine di eventi in tutta Italia, centinaia di volontari coinvolti e migliaia di visitatori per celebrare insieme la libertà digitale!

Per seguire l’evento il GULCh di Cagliari ha organizzato un programma, un canale social Facebook, Instagram e Twitter, nei quali compariranno tutti gli aggiornamenti man mano che la giornata prosegue.

Per i più appassionati, per chi non riesce a farne a meno o semplicemente per i più curiosi, ci trovate a Cagliari:

VIA IS MAGLIAS

ALL’INTERNO DEL DIEE

(Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica)

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Bq lancia Aquaris E5 HD Ubuntu

BQ ha appena annunciato l’uscita del nuovo Aquaris E5 HD Ubuntu Edition, disponibile in tutta Europa a metà giugno, come secondo telefono con Ubuntu della stessa società.

BQ e Canonical stanno forgiando una partnership di lunga durata e ora annuncia un nuovo telefono cellulare alimentato dal sistema operativo Ubuntu per il mercato europeo, Aquaris E5 HD. Questo nuovo dispositivo segue il lancio di febbraio dell’Aquaris E4.5, che è stato molto ben accolto dalla comunità.

Come ci si aspetterebbe, il nuovo telefono cellulare di BQ è diverso dall’attuale offerta, ed è dotato di hardware più potente. Aquaris E5 HD Ubuntu Edition è dotato di un display HD IPS da 5 pollici con una risoluzione di 720 x 1280 pixel (380 cd / m2), un MediaTek CPU quad-core Cortex A7 a 1.3 GHz, 1GB di RAM, e 16GB di memoria interna.

La fotocamera posteriore ha un sensore BSI 13mp con lente Largan, la fotocamera frontale sfoggia un sensore da 5 megapixel, per non parlare del doppio flash e della registrazione video Full HD (1080p). Inoltre, proprio come E4.5 Aquaris, il nuovo modello ha funzionalità dual-SIM, il che rende molto più semplice l’interconnessione a un sistema operativo diverso nello stesso tempo.

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intopic.it